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village

Attraverso spettacoli di teatro, danza, musica dal vivo e mostre il festival vuole essere luogo di espressione e rappresentazione di tutte le soggettività, dove la comunità LGBTQIA+ vive con gioia e divertimento la sua potenza trasformativa. Inoltre, per tutto il giorno il Village è animato da angoli di creazione artigianale, gioco, bookshop, corner informativi delle associazioni e incursioni artistiche a sorpresa.


MERCOLEDÌ 26 GIUGNO ore 19.00 : Special Event
Inaugurazione della mostra di Lina Pallotta presso Palazzo Tanzarella di Ostuni

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INGRESSO > 12 euro a giornata

Accesso a tutti gli eventi
(Academy esclusa)

Sherocco chi legge

La libreria di Sherocco

Queerffeur

di Mauro Buongiorno

In un mondo che impone conformità, Mauro trova nella sua arte il modo per esprimere la sua autenticità e liberare quella di tutt3. Con il suo talento, la sua passione e il suo impegno per l’inclusione, continua a ispirare, un taglio alla volta.

Ànemos – Il podcast di Sherocco Festival

a cura di Chiara Bardella e Ilaria Lorusso

Quest’anno il Festival prende voce con Ànemos, il Podcast di Sherocco. Nato dal bisogno di estendere i momenti del Festival prima e dopo il suo svolgimento, e fornire un archivio per poterli rivivere, questo progetto di comunicazione coinvolge il coordinamento del gruppo giovani di Sherocco (student3 e dottorand3 di numerosi atenei italiani) e la partecipazione laboratoriale attiva di ospiti, partner e artist3.

Le attività quotidiane e i temi trattati dal Festival, declinati in tutti i diversi momenti, vengono raccolti, documentati e restituiti in rete per una fruizione volta all’approfondimento e alla divulgazione. Oltre agli interventi e alle interviste all3 ospiti di Sherocco Academy e Sherocco Village, il podcast si pone l’obiettivo di coinvolgere il pubblico partecipante, durante le situazioni giornaliere, e quello social, tramite l’interazione di contenuti con i canali di Sherocco. Le dirette streaming invece, saranno delle conferenze stampa giornaliere per raccontare il giorno per giorno del Festival, con la partecipazione dell3 principali protagonist3 di questa edizione.

Mus3

Musə è un progetto artistico volto a superare la rappresentazione dei corpi basata sul binarismo di genere e sul modello classico di bellezza.
Kalokagathìa (καλοκαγαθία) rappresentava l’armonia fra la bellezza estetica e la bontà morale. La Venere di Milo, risalente al 130 a.C. esprime questo modello di bellezza perfetta data dall’equilibrio tra estetica ed etica.
«Se il corpo maschile è un intero, quello femminile è un insieme di pezzetti, e quando un pezzetto non va bene bisogna cambiarlo», dice l’attivista e autrice Dalila Bagnuli, ed è proprio dalla frammentarietà dello sguardo maschile che prende spunto Musə.
Il corpo, normalmente idealizzato, sessualizzato, censurato, viene qui rappresentato senza colpa, giudizio morale e vergogna.
Il progetto consta di piccoli frammenti, ispirati all’arte classica e neoclassica, che raccontano storie personali incise su corpi né maschili, né femminili, non di marmo, e neppure di plastica, ma realmente viventi.

Simona Maiorano è creatrice di videogiochi, attivista e artista in formazione presso lo studio di Davide Partipilo.

GIOVEDì 27.06

Inaugurazione Festival

a cura della Direzione di Sherocco

VENERDÌ 28.06

Podcast – 1° PUNTATA

In questa puntata Ànemos affronta i temi dell’abilismo, della violenza di genere nel sistema giudiziario penale e dell’ecotransfemminismo.

Sherocco Lab - Percorsi identitari in adolescenza

a cura di Elisabetta Lavorato e Rosy Paparella

Uno spazio per allenarci all’ascolto delle giovanissime persone LGBTQIA+ che ancora più di altrə adolescenti del nostro tempo rischiano di vedere segnato da disagi profondi il loro percorso di crescita. Condivideremo strumenti di lettura e pratiche educative, per costruire spazi sicuri e liberi. Per aiutarlə a trovare il loro posto nel mondo.

Rosy Paparella è formatrice e insegnante, coordina il centro antidiscriminazione “Mo.N.Di.”, attivo in Puglia con fondi UNAR per sostenere persone vittime di discriminazione o violenza a causa dell’orientamento sessuale o della identità di genere. Collabora con un’ampia rete di associazioni e centri antiviolenza, con cui promuove e realizza laboratori rivolti anche a adolescenti sulla prevenzione ed il contrasto delle violenze di genere e del bullismo omolesbobitransfobico. Nella rete nazionale CISMAI, coordinamento dei servizi su abuso e maltrattamento all’infanzia, sta aprendo spazi di riflessione sugli specifici fattori di rischio nella crescita delle giovanissime persone LGBTQIA*. Dal 2011 al 2017 è stata la prima Garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Puglia.

Elisabetta Lavorato è medico chirurgo, specialista in Psichiatria e Dirigente Medico Psichiatra c7o U.O.C. Psichiatria Universitaria dell’A.O.U.C. Policlinico di bari, dove è responsabile del Centro di riferimento regionale per la Disforia di genere, coordina l’equipe multidisciplinare per l’avvio personalizzato di percorsi di affermazione di genere rivolti a minori ed adulti Transgender e Gender Diverse (TGD) con Disforia di genere. Sessuologa clinica, è docente nella Scuola di Specializzazione di Psichiatria per insegnamento professionalizzante su Disforia di Genere in adolescenza e nell’età adulta. Socia dell’Osservatorio Nazionale sull’Identità di genere (ONIG) di cui è stata membro del consiglio direttivo durante i mandati in cui ONIG ha effettuato una revisione profonda delle proprie linee guida richiamandosi a quella internazionali WPATH e APA per la presa in carico con approccio personalizzato e rispettoso dell’autodeterminazione delle persone TGD. Membro del Tavolo Tecnico regionale sulla Medicina di Genere.

Assemblea - Trame di genere: prospettive future per le culture LGBTQIA+ e gli studi di genere in Italia

a cura di Porpora Marcasciano, Gianmaria Colpani, Domitilla Olivieri

Trame di genere si propone come assemblea-laboratorio nello spazio/tempo al confine e all’intersezione tra le lezioni dell’Academy e le altre attività del festival, tra i dibattiti della mattina e gli spettacoli serali, tra le conversazioni spontanee durante l’aperitivo e il desiderio di trovarci fisicamente insieme a pensare, fare e creare anche con chi non conosciamo ancora, tra gli alberi.

Trame di genere è uno spazio che si dispiega sui tre giorni del festival, con un incontro al giorno, per affrontare alcuni dei nodi irrisolti delle culture LGBTQIA+ e degli studi di genere dentro e fuori dall’Italia. L’obiettivo è (rin)tracciare collettivamente, orizzontalmente e creativamente i fili rossi (e multicolore), a volte dimenticati o sfilacciati, spesso tesi, di questioni centrali per le culture LGBTQIA+ e gli studi di genere. In questo spazio/tempo di confine e intersezione, proveremo a snodare e riannodare, tramando collettivamente, tre temi cruciali.

I° tema

TRAME PRECARIE: LA POSIZIONE DEGLI STUDI DI GENERE NELL’UNIVERSITÀ DENTRO E FUORI DALL’ITALIA

La posizione precaria degli studi di genere all’interno dell’università – dentro e fuori dall’Italia – riflette una situazione complessa che si inserisce sia in un contesto politico più ampio, legato all’ascesa di populismi e fascismi e delle politiche ‘anti-gender’, sia nel contesto di un’università colpita da processi di costante precarizzazione all’interno della quale le discipline umanistiche e sociali affrontano sfide specifiche. A questo bisogna aggiungere storie più lunghe di resistenze all’istituzionalizzazione provenienti dall’alto e dal basso, dalle istituzioni e dai movimenti, ma anche processi di cooptazione e assimilazione in contesti storicamente più favorevoli all’istituzionalizzazione. È dunque importante ricostruire le ragioni politiche, economiche, istituzionali, culturali e storiche per cui gli studi di genere, per quanto in espansione anche in Italia – come testimoniato da varie iniziative e progetti, tra cui la nascita della rete GIFTS e il Rapporto-pilota sugli studi di genere, intersex, femministi, transfemministi e sulla sessualità in Italia (2022) – faticano ancora ad entrare nell’accademia in modo capillare, omogeneo sul territorio e sostenibile a lungo termine. Grazie al carattere insieme locale e internazionale di Sherocco e della comunità teorica e politica che lo attraversa, avremo l’occasione di affrontare questo nodo mettendo a confronto diverse esperienze di istituzionalizzazione (e anti-istituzionalizzazione) in Italia e all’estero, individuando tratti comuni e differenze e dunque tessendo una trama comune che ci permetta di comprendere meglio la posizione precaria degli studi di genere nell’università.

Supersex un manifesto femminista?

Tiziana Triana dialoga con Francesca Manieri

La costruzione del maschile e le gabbie che lo definiscono attraverso l’immaginario del porno mainstream. Un dialogo con la creatrice di Supersex Francesca Manieri.

SABATO 29.06

Podcast – 2° PUNTATA

In questa puntata Ànemos affronta i temi del femminismo in Polonia, in Asia Sud Occidentale e in Nord Africa e dell’attivismo nei fumetti

Assemblea - Trame di genere: assemblea-laboratorio su nodi irrisolti e prospettive future per le culture lgbtqia+ e gli studi di genere in Italia

a cura di Porpora Marcasciano, Gianmaria Colpani, Domitilla Olivieri

II° tema

RELAZIONI PERICOLOSE: CULTURE LGBTQIA+ TRA ACCADEMIA, PRATICHE ARTISTICHE E MOVIMENTI

Così come avviene in altri contesti, le relazioni tra accademia, pratiche artistiche e movimenti nel contesto italiano costituiscono un panorama complesso, sfaccettato e talvolta conflittuale. Nel corso degli ultimi vent’anni, gli studi di genere e queer hanno lentamente guadagnato terreno – seppur limitato e precario – nelle università italiane così come nell’ambito del lavoro artistico e culturale. In gran parte, gli studi di genere e le pratiche artistiche femministe e queer emergono dai movimenti e continuano ad attraversarli. Le ricerche e le teorie sviluppate in ambito accademico, così come le pratiche e sperimentazioni artistiche e culturali, spesso si pongono l’obiettivo di offrire strumenti utili per articolare forme di esistenza non previste dalla cultura etero-patriarcale e per formulare rivendicazioni e strategie politiche. Ciononostante, le relazioni tra teoria e prassi e tra diverse pratiche, tra il sapere prodotto in ambito accademico, artistico e di movimento, sono tutt’altro che scontate e sono spesso determinate da conflitti che hanno a che fare con differenze di linguaggi e obiettivi, accuse di estrattivismo, disconnessione tra ricerca accademica e militanza, mancanza (o dimenticanza) di storie e archivi comuni. Come possiamo tracciare i fili di questi conflitti senza perdere di vista la possibilità e l’urgenza di tessere una trama comune? Come riannodare esperienze che attraversano questi ambiti senza annullare le specificità di pratiche diverse, incluse quelle pratiche teoriche, artistiche e politiche che non possono, o non vogliono, trovare spazio all’interno delle istituzioni accademiche e culturali?

Talk - Disegnare corpi: libertà e rivendicazioni in uno spazio bianco

Josephine Yole Signorelli in arte Fumettibrutti

Dialoga con Sarah McAllister

Nata nel 1991 a Catania, Josephine Yole Signorelli è considerata “l’enfant prodige” del fumetto italiano: con le sue strisce racconta con brutale sincerità una quotidianità in cui si riconosce un’intera generazione. L’hanno definita “la rivelazione del mondo del fumetto italiano”, un’autrice che grazie al talento, alla sensibilità e alle esperienze vissute riesce a raccontare con immagini e parole gli alti e i bassi, le gioie e i dolori, i problemi piccoli e grandi delle nuove generazioni. Josephine Yole Signorelli, in arte “Fumettibrutti”, è una fumettista e attivista transgender che ha scelto di raccontare la sua storia nel modo che le riesce meglio: disegnando.

DOMENICA 30.06

Podcast – 3° PUNTATA

In questa puntata Ànemos affronta i temi della razzializzazione, del mezzo critico negli studi di genere e della costruzione filmica della mascolinità.

Workshop - Prospettive future sugli studi di genere - Decentrare gli sguardi e pluralizzare le voci

a cura di Silvia Lorusso

Assemblea pubblica di giovani studentə e ricercatorə sullo stato dell’arte degli studi di genere, tra precarietà, resistenze e nuovi orizzonti

Atlante di spazi queer — Fare rete tra associazioni, collettivi, realtà locali e nazionali

a cura di Silvia Lorusso e Sofia Ianigro

Tra lə giovani supporter di Sherocco, Silvia Lorusso è laureata in Filosofia tra l’Università La Sapienza di Roma e l’Università Friedrich Schiller di Jena, in Germania. Le principali aree di ricerca sono l’Estetica e la Filosofia politica, con un particolare interesse per le letture femministe e la teoria critica. Il transfemminismo non è solo parte integrante dei suoi studi, ma una pratica quotidiana e collettiva di lotta e resistenza.
Sofia Ianigro, 24 anni, è una studentessa di sociologia che, al di fuori dell’università, si dedica con passione alla stand-up comedy. Con oltre tre anni di esperienza nell’organizzazione di eventi come Sherocco, Sofia non vede l’ora che inizi la prossima edizione, definendo il Festival una delle esperienze per lei più importanti degli ultimi anni.

Assemblea - Trame di genere: assemblea-laboratorio su nodi irrisolti e prospettive future per le culture lgbtqia+ e gli studi di genere in Italia

a cura di Porpora Marcasciano, Gianmaria Colpani, Domitilla Olivieri

III° tema

UN SOGGETTO ETEROGENEO: CONVERGENZE E CONFLITTI ALL’INTERNO DELLE CULTURE LGBTQIA+

All’interno delle culture LGBTQIA+, inclusi gli studi di genere, convergono soggettività, storie politiche e genealogie teoriche diverse – femministe, lesbiche, gay, bisessuali, queer e trans – che pur condividendo archivi e battaglie comuni, non sempre coincidono e spesso confliggono. Cosa può significare esplorare questa eterogeneità e tramare insieme verso un soggetto politico e culturale eterogeneo? Quali sono i parametri immaginabili di questa eterogeneità, e quali i suoi limiti? Come pensare e praticare la differenza e il conflitto all’interno delle culture LGBTQIA+ in modo espansivo e non oppressivo? Dando voce e mettendo a tema bisogni e obiettivi diversi e talvolta divergenti (per esempio legati a visibilità, sicurezza, salute, diritti civili e diritti sociali), attraversando conflitti e incomprensioni, facendo un taglia e cuci di queste differenze – e facendo nostra l’idea di Audre Lorde che solo trasformando le differenze in potere collettivo è possibile non farsi travolgere dalla loro forza disgregante – proveremo a tessere una trama comune.

Talk – Lectio: APOCALYPSE ASAP Ecotransfemminismo, stregoneria e rivoluzione

Diletta Bellotti

Vi presento lə ecoterroristə: tutti gli esseri umani, e non, che lottano per la sopravvivenza sul Pianeta Terra. Facciamo insieme un tour tra l’archeologia industriale, vi presento le piante che si sono riprese la città, i funghi che nascono sulle macerie dei disastri nucleari.

Vi presente lə streghə: tuttə coloro che disertano il ruolo e il genere, che trasmettono saperi, che contengono moltitudini. Coloro che sono parte della natura.

Vi presento lə rivoluzionariə : chi inceppa le macchine, chi terrorizza il potere. Chi profetizza la fine, chi riscrive gli inizi. Apocalypse ASAP (il prima possibile)!

Diletta Bellotti è una ricercatrice e militante romana specializzata in Diritti Umani e Migrazione. Dal 2019 ha lanciato la campagna di informazione “Pomodori Rosso Sangue” per sensibilizzare e mobilitare contro lo sfruttamento della manodopera in agricoltura.
Fa parte del collettivo di scrittura ribelle “Fango” e tiene la rubrica “Resistenti” sull’Espresso.

Per informazioni sul Festival:
sheroccoinfo@gmail.com

Per informazioni sull’Academy:
sheroccoacademy@gmail.com

Tel: +39 3338610152 [dalle 18 alle 20]
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